Le più importanti cittadine viticole dell’Alto Salento hanno dato origine al Parco del Negroamaro, nel segno comune di questo vitigno tipico di tutto il territorio salentino e coltivato quasi esclusivamente in Puglia. L’origine del nome non lascia dubbi sull’identità di quest’uva dal colore nero-violaceo: negroamaro tautologicamente significa “neronero”, dal latino niger e dal greco maru edè strettamente legato anche al dialetto locale: niuru maru evoca con chiarezza il nero delle uve e il sapore amaro del vino. La vinificazione in purezza, non più infrequente, dà origine a vini dal colore impenetrabile e dal profumo intenso. Vitigno fondamentale delle Doc di questo territorio, contribuisce alla produzione di grandi vini rossi, ma anche di straordinari rosati, peculiarità dell'intero territorio salentino. Molto spesso il negroamaro è utilizzato insieme alla malvasia nera di Brindisi e di Lecce, altra varietà fortemente identificativa del Tacco d'Italia. Questo territorio - meglio noto per i panorami rocciosi mozzafiato dell'Adriatico, le distese sabbiose dello Jonio e le mirabili architetture barocche di Lecce e Galatina - custodisce un inestimabile patrimonio di masserie e casali storici in cui scoprire un legame millenario con la cultura della terra.
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